A Monterrey l’arcidiocesi ha trasformato un furgone da diciotto posti in una cappella mobile che porta il Santissimo Sacramento dove non c’è una chiesa.
Vista da fuori sembra un furgone come tanti altri, di quelli usati normalmente per il trasporto pubblico di passeggeri. All’interno, però, custodisce un confessionale, uno spazio raccolto per la preghiera e il Santissimo Sacramento. L’Arcidiocesi di Monterrey, in Messico, ha realizzato questa cappella mobile di adorazione, che percorrerà presto le strade dello stato di Nuevo León, portando l’Eucaristia direttamente dove serve. Il veicolo raggiungerà le zone in cui i fedeli non hanno ancora una chiesa, ma anche ospedali, mete turistiche e aree colpite da calamità, ampliando così il raggio d’azione della pastorale diocesana ben oltre i confini di una parrocchia tradizionale.
Come è nata l’idea della cappella mobile
Il progetto risale a circa due anni fa. Una coppia impegnata nella vita della Chiesa notò che nelle zone della regione in rapido sviluppo mancavano luoghi adatti per l’adorazione del Santissimo Sacramento, e che non ovunque esistevano le condizioni per costruire subito una chiesa tradizionale, con i tempi e le risorse che questo comporta. Da quell’osservazione nacque l’idea di una cappella capace di muoversi: invece di aspettare che i fedeli raggiungessero un edificio di culto, sarebbe stata lei ad andare incontro a loro, ovunque ce ne fosse bisogno.
Gli interni del furgone: confessionale e altare per il Santissimo
Per il progetto è stato scelto un automezzo pensato in origine per diciotto passeggeri, poi trasformato radicalmente nelle funzioni e negli arredi interni. Il suo abitacolo è stato completamente riorganizzato e diviso in tre sezioni distinte: quella anteriore ospita il posto di guida, quella centrale un piccolo confessionale e quella posteriore un oratorio pensato per quattro persone, dove viene custodito il Santissimo Sacramento durante gli spostamenti e le soste nelle diverse comunità.

Chi gestirà la cappella e come richiederla
Responsabile del progetto è padre Adrián Villagrán Guerrero. La cappella sarà amministrata dalla Basilica di Nostra Signora di Guadalupe e potrà contare sull’assistenza di altri sacerdoti e di laici debitamente formati, che si occuperanno della sua manutenzione ordinaria. Non sarà però possibile prenotarla liberamente per qualsiasi evento: le richieste per l’arrivo della cappella dovranno passare attraverso la parrocchia del luogo interessato, soprattutto per garantire la cura e la sicurezza dovute al Santissimo Sacramento che il veicolo custodisce.
Dagli ospedali alle zone colpite da disastri: dove arriverà
La cappella mobile nasce per rispondere alla rapida crescita demografica di Monterrey e dei suoi dintorni. In alcune località nuove e periferiche, infatti, la Chiesa non è ancora riuscita a costruire un’infrastruttura pastorale completa. Le sue possibilità, però, vanno oltre queste zone di nuova espansione: sono previste anche visite a ospedali, siti turistici e aree colpite da disastri, oltre a un possibile impiego per ritiri spirituali, evangelizzazione e visite pastorali. Il progetto ha ricevuto la benedizione dell’arcivescovo Rogelio Cabrera López lo scorso 20 agosto: la cappella mobile è ora pronta per iniziare il suo ministero sulle strade di Nuevo León.