Non solo Pietro e Giovanni: gli altri apostoli di Gesù e la loro storia

Non tutti gli apostoli di Gesù sono noti come Pietro o Giovanni: ecco sette apostoli meno noti e i luoghi dove custodiscono ancora la loro eredità. Non tutti gli apostoli di Gesù sono noti come Pietro o Giovanni: ecco sette apostoli meno noti e i luoghi dove custodiscono ancora la loro eredità.
L'ultima cena, Gesù con gli apostoli
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Non tutti gli apostoli di Gesù sono noti come Pietro o Giovanni: ecco sette apostoli meno noti e i luoghi dove custodiscono ancora la loro eredità.

Quando si pensa ai dodici apostoli di Gesù, i primi nomi che vengono in mente sono spesso quelli di Pietro, Giovanni e Matteo. Esistono però altri discepoli meno noti, sui quali le Scritture forniscono informazioni più limitate rispetto ai compagni più celebri. Nonostante questo, la Chiesa ha continuato a onorarli nei secoli attraverso basiliche, reliquie e santuari sparsi in diverse parti del mondo. Nel 2006 Papa Benedetto XVI dedicò loro un ciclo di catechesi, offrendo elementi utili a comprenderne meglio la figura nella prima comunità cristiana. Ecco sette apostoli meno noti di Gesù e i luoghi dove è ancora possibile incontrare la loro eredità.

Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore

Giacomo il Maggiore era figlio di Zebedeo e fratello dell’apostolo Giovanni, con cui lavorava come pescatore sul lago di Galilea. Secondo il Vangelo di Matteo, i due fratelli lasciarono la barca e il padre per seguire Gesù, che nel Vangelo di Marco li soprannominò «figli del tuono». Giacomo divenne il primo dei Dodici a essere martirizzato: gli Atti degli Apostoli raccontano che il re Erode Agrippa I lo fece uccidere «di spada». Oggi è venerato lungo il Cammino di Santiago, che termina nella Cattedrale di Santiago de Compostela, dove sono custodite le sue reliquie. Giacomo il Minore, figlio di Alfeo, è tra gli apostoli su cui le Scritture offrono meno informazioni: Benedetto XVI spiegò che l’appellativo «il Minore» serviva a distinguerlo dall’omonimo figlio di Zebedeo. Le sue reliquie riposano, con quelle di Filippo, nella Basilica dei Santi XII Apostoli a Roma.

Filippo e Bartolomeo

Filippo, originario di Betsaida come Pietro e Andrea, è l’apostolo che compare più spesso nel Vangelo di Giovanni. Chiamato da Gesù, portò a lui Natanaele con l’invito «vieni e vedi» e, nella moltiplicazione dei pani, fu proprio a lui che Gesù chiese dove trovare pane per la folla. Benedetto XVI ha ricordato che, secondo gli Atti di Filippo, l’apostolo avrebbe evangelizzato Grecia e Frisia, morendo a Hierapolis. Bartolomeo, che la tradizione identifica con Natanaele, viene descritto da Benedetto XVI come oggetto di un’identificazione non esplicitamente confermata dal Nuovo Testamento. Dopo aver dubitato che da Nazaret potesse venire qualcosa di buono, riconobbe Gesù come «Figlio di Dio» e «re d’Israele». A Roma la Basilica di San Bartolomeo all’Isola Tiberina è dedicata a lui, mentre le reliquie sono custodite a Benevento.

Giacomo divenne il primo dei Dodici a essere martirizzato: gli Atti degli Apostoli raccontano che il re Erode Agrippa I lo fece uccidere «di spada». Oggi è venerato lungo il Cammino di Santiago, che termina nella Cattedrale di Santiago de Compostela, dove sono custodite le sue reliquie
Il Cammino di Santiago

Giuda Taddeo e Simone lo Zelota

Giuda, chiamato Taddeo da Matteo e Marco e Giuda figlio di Giacomo da Luca, è oggi conosciuto come patrono delle cause impossibili. Secondo lo storico Eusebio, deriverebbe da un episodio legato al sovrano di Edessa Abgar V, guarito dall’apostolo. Giuda sarebbe stato martirizzato a Beirut intorno al 65 d.C. Nel 2023 un frammento del suo avambraccio ha lasciato per la prima volta l’Italia per un tour di nove mesi nelle chiese statunitensi, custodito solitamente a Roma nella chiesa di San Salvatore in Lauro. Simone, definito «lo Zelota» da Luca e «Cananeo» da Matteo e Marco, è tra gli apostoli meno conosciuti in assoluto. Benedetto XVI ha spiegato che l’appellativo indica zelo religioso, senza che le Scritture confermino un legame con il movimento politico degli Zeloti. La tradizione lo vuole missionario in Persia o Siria insieme a Giuda, con cui condivide il martirio e le reliquie, nella Basilica di San Pietro.

Mattia, l’apostolo scelto dopo la Risurrezione

Mattia non faceva parte dei Dodici scelti da Gesù durante il ministero terreno, ma fu chiamato a sostituire Giuda Iscariota dopo la sua morte. Secondo gli Atti degli Apostoli, Pietro spiegò che il sostituto doveva aver accompagnato Gesù fin dall’inizio e poter testimoniare la Risurrezione. Furono proposti due candidati, Giuseppe detto Barsabba e Mattia; dopo la preghiera della comunità, la sorte cadde su quest’ultimo. Benedetto XVI ha ricordato che Mattia era tra i discepoli di Gesù fin dagli esordi, condizione che lo rendeva testimone credibile della Resurrezione. La sua tomba si trova nell’Abbazia di San Mattia a Treviri, in Germania: è l’unico luogo di sepoltura di un apostolo in territorio tedesco e a nord delle Alpi