La COMECE difende davanti alla Corte UE i registri battesimali, definiti documenti storici e sacramentali, non semplici elenchi di iscritti.
La Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea, nota come COMECE, ha presentato un documento a difesa dell’integrità dei registri battesimali in vista di una decisione della Corte di giustizia dell’Unione Europea. Il caso riguarda un cittadino belga che ha chiesto la cancellazione dei propri dati battesimali, aprendo un confronto tra diritto alla protezione dei dati e autonomia della Chiesa. Il prossimo 1° ottobre è atteso il parere dell’Avvocato generale della Corte, Nicholas Emiliou Medina, sulla vicenda.
Il caso che ha acceso il dibattito
Tutto nasce dalla richiesta di un cittadino belga, battezzato da neonato, che ha domandato alla Diocesi di Gand la cancellazione dei propri dati battesimali invocando l’articolo 17 del Regolamento generale sulla protezione dei datidell’Unione Europea. La diocesi ha risposto apponendo un’annotazione a margine del registro, segnalando la scelta della persona di abbandonare la Chiesa cattolica. Il caso è arrivato alla Corte d’appello di Bruxelles, che ha sottoposto alla CGUE diverse questioni pregiudiziali nell’ambito della causa C-12/25 Bisdom Gent. La COMECE ha elaborato il proprio documento per contribuire al dibattito pubblico su questa materia.
Non un elenco di iscritti, ma un archivio storico
I vescovi sostengono che le annotazioni aggiunte ai registri su richiesta della persona interessata non rispondono a criteri del Diritto Canonico e non hanno alcun legame con la funzione originaria di questi documenti. Un registro battesimale, spiega la COMECE, non è un elenco di membri della Chiesa ma un archivio di fatti storici che documenta i battesimi celebrati, diverso dal concetto di affiliazione previsto per le associazioni nel Diritto Civile. Il canone 535 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che ogni parrocchia deve conservare questi registri e custodirli con cura, poiché costituiscono uno strumento di prova imprescindibile nella vita interna della Chiesa. I presuli aggiungono che i diritti di chi non desidera più essere identificato come cattolico non possono spingersi fino a imporre alla Chiesa il modo in cui essa considera i propri registri.

Le ricadute su terzi e nei tribunali civili
Poiché un’iscrizione battesimale non riguarda soltanto la persona battezzata, la sua cancellazione potrebbe incidere sui diritti di genitori, padrini e sacerdoti coinvolti nella celebrazione. Senza traccia del Battesimo, avvertono i vescovi, diventerebbe impossibile accertare se una persona possa sposarsi in Chiesa, emettere voti religiosi o ricevere il sacramento dell’Ordine. Il documento ricorda inoltre che questi registri hanno rilevanza anche nei procedimenti civili: in Italia vengono usati nelle successioni e per l’acquisizione della cittadinanza, in Irlanda per la registrazione tardiva delle nascite, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia passarono sotto la custodia dello Stato dopo la presa del potere comunista, mentre nei Paesi Bassi, in Polonia e a Cipro trovano impiego rispettivamente per pratiche pensionistiche, prove di nascita e controversie sulla proprietà familiare.
Libertà religiosa e protezione dei dati
Secondo la COMECE, il registro dei battesimi riflette una dimensione teologica e mantiene una rilevanza permanente nella struttura della Chiesa, anche quando una persona se ne allontana; ciò non impedisce comunque a chiunque di dichiarare liberamente di non volersi più considerare cattolico praticante o credente. I vescovi ritengono che la controversia superi l’applicazione tecnica delle norme sulla protezione dei dati, toccando lo spazio che il diritto dell’Unione Europea lascia alle Chiese per organizzare la propria fede secondo le proprie convinzioni. Nessuno Stato, sottolineano, può stabilire le regole interne che governano il funzionamento della Chiesa. Il diritto alla protezione dei dati personali resta importante ma non assoluto, concludono i presuli, ricordando che le garanzie già adottate dalla Chiesa, come la riservatezza rigorosa di questi registri privati, riducono in modo rilevante l’impatto sulla persona interessata.