A quasi 23 anni da La Passione di Cristo, Mel Gibson svela in un’intervista i segreti del suo nuovo film sulla Resurrezione di Cristo.
Mel Gibson ha rotto il silenzio sul suo nuovo film dedicato alla Resurrezione di Cristo. A quasi 23 anni da La Passione di Cristo, il regista sta preparando il seguito di quell’opera, intitolato La Resurrezione di Cristo. In un’intervista concessa a Raymond Arroyo su Fox News il 2 settembre 2026, Gibson ha raccontato per la prima volta alcuni dettagli di un progetto maturato per due decenni. Fino a oggi il regista aveva mantenuto un riserbo quasi totale su questo lavoro, lasciando pochissime informazioni trapelare all’esterno. Con l’avvicinarsi dell’uscita nelle sale, il mistero che circonda il film ha però iniziato a diradarsi, e Gibson ha scelto di aprirsi sulle scelte artistiche compiute.
Un progetto costruito in due decenni
Gibson ha paragonato il lungo lavoro dietro il film a un puzzle complesso. «È come un puzzle di cui bisogna prima creare i pezzi, e poi assemblarli», ha spiegato il regista, riferendosi al tempo necessario per dare forma al progetto. Sono serviti dieci anni per scrivere la sceneggiatura e altri dieci anni per immaginarla, plasmarla e darle corpo. Un lavoro così lungo, ha ammesso Gibson, non è privo di conseguenze per chi vi si dedica. «Nessuno si avventura in questo campo senza subirne le conseguenze. Bisogna andare a fondo delle cose, trovare frammenti di verità che risuonano dentro di sé», ha dichiarato.
Perché raccontare la Resurrezione
Alla domanda sul perché scegliere di narrare la Resurrezione, quando molti considerano la Passione come il momento culminante del Vangelo, Gibson ha risposto con un’argomentazione teologica precisa. «Non è il momento culminante. È una tappa, un evento immenso, certo. Ma ciò che è davvero sorprendente è che qualcuno risorge con la propria forza dopo una morte pubblica e si mostra di nuovo pubblicamente», ha affermato. Il regista ha aggiunto che non furono solo gli apostoli a vedere Cristo risorto, ma centinaia di persone ne furono testimoni e lo proclamarono.

Le radici bibliche e la scelta della lingua
Il film ripercorre alcune grandi figure della storia della salvezza, tra cui Abramo, Mosè e Davide, presentate come profezie che trovano compimento in Cristo. «Se leggete la Settanta, i libri antichi, tutto è profezia riguardante Cristo. E tutto si compie in un solo uomo. Qual è la probabilità di un simile evento?», ha osservato Gibson, paragonando questa probabilità a quella di vincere alla lotteria. Un’altra novità riguarda la lingua: diversamente da La Passione di Cristo, girato in aramaico e latino, La Resurrezione di Cristo è stato interamente girato in inglese, una scelta che Gibson ha motivato con la maggiore complessità teologica degli eventi narrati rispetto al film precedente.
Il nuovo cast e le date di uscita
Il cast è stato interamente rinnovato rispetto al primo film, a causa dei vent’anni trascorsi da La Passione di Cristo. Jim Caviezel non riprenderà il ruolo di Gesù, affidato ora all’attore finlandese Jaakko Ohtonen. Gibson ha però rivelato che uno degli interpreti del film originale tornerà comunque nel nuovo progetto, senza svelarne l’identità. «Lasciamo aleggiare il suspense, ma è eccellente», ha dichiarato, preferendo mantenere il mistero. Il pubblico dovrà attendere il 6 maggio 2027per la prima parte del film e il 25 maggio 2028 per la seconda, due date che coincidono entrambe con la festa dell’Ascensione.