Dalla Polonia all’India, da Firenze a Malta: la Natività di Maria è stata celebrata l’8 settembre con riti, lanterne e cibi legati alla terra.
L’8 settembre, in tutto il mondo, si è celebrata la Natività della Beata Vergine Maria, data che i Vangeli non riportano: non compaiono né il luogo di nascita di Maria né i nomi dei suoi genitori, menzionati solo nel Protovangelo di Giacomo, testo apocrifo del II secolo. La festa nacque a Gerusalemme, dove tra il V e il VI secolo sorse una basilica nel luogo in cui, secondo la tradizione, viveva la famiglia di Anna e Gioacchino: la sua dedicazione coincideva probabilmente proprio con l’8 settembre. L’osservanza si diffuse prima in Oriente, poi, verso la fine del VII secolo, giunse a Roma sotto papa Sergio I. Una sola data, celebrata ieri in modi molto diversi da un capo all’altro del mondo, intrecciata di volta in volta con il calendario agricolo o con la storia di intere città.
In Polonia, il grano portato in chiesa
In Polonia la festa era conosciuta come Matka Boża Siewna, la Madonna della Semina. I primi giorni di settembre segnavano il passaggio tra la fine del raccolto e l’inizio della semina invernale. I contadini hanno portato in chiesa il grano da seminare perché fosse benedetto, spesso mescolato a semi conservati da altre feste dell’anno liturgico. Il primo seminatore indossava abiti puliti, si toglieva il cappello e gettava le prime manciate su un segno di croce tracciato nel campo, in silenzio: si credeva che parlare avrebbe fatto beccare il grano dagli uccelli. In alcune parrocchie polacche, ieri come ogni anno, il grano da seminare è stato portato in chiesa.
In India, la Natività di Maria e il primo riso di Mangalore
Tra i cattolici di lingua konkani della costa sud-occidentale indiana, la Natività di Maria si chiama Monthi Fest ed è anche una festa del nuovo raccolto. Una novena di nove giorni ha preceduto la celebrazione, durante la quale i bambini hanno portato fiori davanti alla statua di Maria. L’8 settembre, nelle chiese di Mangalore, sono state benedette le spighe di riso appena raccolto, che le famiglie hanno portato a casa per aggiungerne alcuni chicchi al latte o al primo piatto preparato con il nuovo raccolto. È seguito un pasto tradizionalmente senza carne, a base di verdure, riso e cocco, con dolci e canna da zucchero per i bambini.

A Firenze e Prato, lanterne e la Sacra Cintola
A Firenze, la sera del 7 settembre le strade si erano riempite di bambini con lanterne di carta colorata chiamate rificolone, retaggio degli antichi pellegrinaggi notturni verso la basilica della Santissima Annunziata. A poca distanza, a Prato, l’8 settembre si è svolta la processione che culmina nella mostra pubblica della Sacra Cintola, la reliquia che la tradizione locale attribuisce a Maria e che sarebbe stata consegnata a san Tommaso durante l’Assunzione. Il forziere che la custodisce può essere aperto solo con tre chiavi usate insieme, due delle autorità civili e una della diocesi: un sistema medievale che ricorda come la reliquia sia considerata patrimonio dell’intera città.
A Lione e Malta, un voto e un giorno di vittoria
A Lione, nel 1643, i consiglieri della città avevano promesso che, scampata un’epidemia, ogni 8 settembre si sarebbero recati a Fourvière con una candela di sette libbre di cera e una moneta d’oro per Maria: un voto rinnovato anche ieri, con la benedizione della città accompagnata da tre salve di cannone. A Malta, la festa era chiamata anche Il-Bambina e coincideva con il Giorno della Vittoria, che ricorda la fine del grande assedio ottomano del 1565, la resa dei francesi nel 1800 e la capitolazione italiana del 1943: processioni, bande musicali e fuochi d’artificio hanno animato in particolare Senglea, Naxxar, Mellieħa e Xagħra.
Il grano custodito nei granai polacchi, il riso raccolto in India, le lanterne accese a Firenze e il voto rinnovato a Lione hanno raccontato, con gesti diversi, la stessa speranza. La Natività di Maria evoca da sempre la vita nuova nascosta nella terra, proprio come il seme sepolto in autunno promette il pane futuro. Ogni popolo ha scelto un proprio simbolo per raccontare quella nascita, senza che le differenze cancellassero il significato comune della festa.