Il Vangelo di Giovanni conserva le ultime parole della Vergine Maria: un invito a fare quello che Gesù dice, valido per ogni cristiano.
Il Vangelo di Giovanni racconta l’episodio delle nozze di Cana, dove si trovano le ultime parole della Vergine Mariariportate nella Scrittura. Maria nota che il vino è finito e lo comunica al Figlio, mostrando ancora una volta la sua attenzione verso le necessità degli altri. Poi si rivolge ai servitori con una frase breve ma densa di significato: “Fate quello che vi dirà” (Giovanni 2,5). Sono le ultime parole che i Vangeli attribuiscono a Maria, e proprio per questo motivo custodiscono un peso particolare nella tradizione cristiana. L’espressione non si limita al contesto del banchetto nuziale: parla a ogni credente, in ogni epoca, indicando un atteggiamento da assumere davanti a Cristo.
Le parole pronunciate alle nozze di Cana
L’episodio si colloca durante una festa di nozze a Cana, quando la coppia si ritrova senza vino per gli ospiti. Maria se ne accorge e si avvicina a Gesù per informarlo della situazione, senza chiedere nulla in modo esplicito. Subito dopo si rivolge ai servitori dicendo: “Fate quello che vi dirà”. Questa frase, riportata in Giovanni 2,5, chiude gli interventi diretti di Maria nei quattro Vangeli. Da quel momento in poi, la Scrittura non riporta più sue parole, ma solo la sua presenza silenziosa accanto al Figlio, fino ai piedi della croce.
Un invito rivolto a ogni cristiano
Le parole di Maria non riguardano soltanto i servitori presenti al banchetto. Secondo la lettura proposta, si tratta di un messaggio che si estende a tutti i cristiani lungo la storia. La missione di Maria, infatti, è sempre stata quella di condurre le persone verso il Figlio, invitandole a seguirne gli insegnamenti. Attraverso questa frase, Maria continua a parlare anche oggi a chi si accosta al Vangelo, ricordando che il compito del discepolo è ascoltare e obbedire a Cristo.

Dalle parole ai fatti nella vita cristiana
L’esortazione di Maria mette in evidenza la necessità di tradurre la fede in azioni concrete. Non basta professare a parole di credere in Gesù Cristo: occorre viverlo giorno per giorno, seguendo ogni sua indicazione. Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al numero 1316, richiama questo principio parlando del sacramento della confermazione: essa “perfeziona la grazia battesimale” e dona lo Spirito Santo per “radicarci più profondamente nella filiazione divina”, incorporarci più saldamente a Cristo, rafforzare il legame con la Chiesa e aiutarci a dare testimonianza della fede cristiana “in parole accompagnate da opere”.
Un esame per la vita di ogni credente
Le ultime parole della Vergine Maria diventano, per questo, un richiamo diretto: ascoltarle significa interrogare la propria vita e verificare quanto i comandamenti di Dio siano davvero seguiti nelle parole e nei gesti quotidiani. Come ricorda un antico proverbio, “i fatti parlano più delle parole”. La frase pronunciata a Cana resta così un invito semplice, ma capace di accompagnare la vita di fede di ogni cristiano, oggi come duemila anni fa.