Papa Leone contro la pena di morte mentre gli Usa preparano la fucilazione del 3 dicembre

Papa Leone: la pena di morte è inammissibile. Vescovi Usa e Parolin contro la fucilazione in diretta di Nidal Hasan fissata al 3 dicembre Papa Leone: la pena di morte è inammissibile. Vescovi Usa e Parolin contro la fucilazione in diretta di Nidal Hasan fissata al 3 dicembre
Papa Leone XIV
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Papa Leone: la pena di morte è inammissibile. Vescovi Usa e Parolin contro la fucilazione in diretta di Nidal Hasan fissata al 3 dicembre

«La pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona». Con queste parole, pubblicate sul suo profilo X, Papa Leone XIV ha preso posizione mentre negli Stati Uniti cresce la polemica per la decisione di trasmettere in diretta streaming l’esecuzione di Nidal Hasan, condannato per omicidio. Il Pontefice ha poi spiegato perché si può fare a meno della pena capitale. «Il bene comune può essere tutelato e i requisiti della giustizia possono essere salvaguardati senza ricorrere alla pena capitale», ha scritto. Per Prevost oggi esistono sistemi di detenzione efficaci, che proteggono i cittadini ma non tolgono del tutto ai colpevoli la possibilità di redimersi. Il post si chiude con l’hashtag #NoDeathPenalty.

La fucilazione di Fort Hood fissata al 3 dicembre

Al centro del caso c’è Nidal Malik Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito americano. È l’autore della strage del 5 novembre 2009 nella base militare di Fort Hood, in Texas, dove furono uccise 13 persone e altre 32 rimasero ferite. L’esecuzione è stata autorizzata dal presidente Donald Trump, su raccomandazione del segretario alla Difesa Pete Hegseth. Hasan dovrà essere messo a morte da un plotone d’esecuzione il 3 dicembre, proprio a Fort Hood. Hegseth aveva parlato di un’esecuzione «pubblica». Pochi giorni dopo il Pentagono ha confermato che la fucilazione sarà trasmessa in streaming.

La prima esecuzione pubblica da quasi un secolo

La prima esecuzione pubblica dopo cento anni, mentre l’agenzia ANSA ricorda che gli Stati Uniti non ne conducono da 90 anni. Se la sentenza verrà eseguita, Hasan sarà anche il primo militare giustiziato nel Paese dal 1961. Sul fronte politico, il vicepresidente J.D. Vance ha fatto sapere che non si collegherà per guardare la fucilazione trasmessa in diretta.

La prima esecuzione pubblica dopo cento anni, mentre l’agenzia ANSA ricorda che gli Stati Uniti non ne conducono da 90 anni.
Base militare di Fort Hood in Texas, luogo della strage del 2009

I vescovi americani contro la pena di morte in diretta

Molto dura la reazione dei vescovi statunitensi. «Il nostro Dio è il Dio della vita», ha dichiarato l’arcivescovo Paul Stagg Coakley. Il presule ha precisato che in nessun modo le azioni di Hasan possono essere giustificate. Ha però definito la decisione di mandare in onda l’esecuzione una promozione barbara di una cultura di morte, chiedendo che venga riconsiderata. Dal Vaticano è arrivata anche la voce del segretario di Stato. Il cardinale Pietro Parolin ha ribadito che non è accettabile la spettacolarizzazione della morte, una presa di posizione che si affianca a quella del Papa e dell’episcopato americano.

Dall’Onu ai tribunali, cosa può ancora succedere

Le critiche non arrivano solo dal mondo cattolico. Le Nazioni Unite hanno definito la diretta streaming di un’esecuzione capitale «una forma di tortura», usando parole molto nette contro la scelta del Pentagono. Resta da capire se la data del 3 dicembre verrà davvero rispettata. Secondo esperti di diritto militare citati dall’agenzia Associated Press, Hasan potrebbe presentare un’istanza di habeas corpus davanti a un tribunale civile. Una mossa di questo tipo rischierebbe di far slittare l’esecuzione anche di molto tempo.

Nel frattempo, dal Vaticano l’indicazione resta quella scritta da Papa Leone in poche righe: proteggere i cittadini e garantire la giustizia, senza togliere a nessuno la possibilità di redimersi.