San Giovanni XXIII è ricordato l’11 ottobre e non il 3 giugno, giorno della morte: la data richiama l’apertura del Concilio Vaticano II.
L’11 ottobre la Chiesa universale celebra la memoria liturgica di San Giovanni XXIII. Nello stesso giorno cade l’anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, inaugurato nel 1962. Non si tratta di una semplice coincidenza: dietro la scelta della data c’è una ragione precisa, legata proprio al papa che volle quell’assise. Papa Roncalli morì il 3 giugno 1963, a 81 anni, dopo meno di cinque anni sul soglio di Pietro. Quell’anno la data cadeva il giorno successivo alla Pentecoste. Un dettaglio carico di significato: l’uomo che aveva permesso una riflessione così ampia sulla Chiesa, da cui nacque la costituzione conciliare Lumen gentium, si spegneva all’indomani della festa che ricorda la nascita del Corpo di Cristo con il dono dello Spirito Santo nel Cenacolo.
Perché la festa non cade il 3 giugno
Papa Giovanni, noto per il suo umorismo quanto per la bonomia e il senso pastorale, non viene però celebrato nel giorno della morte. Almeno non nella Chiesa universale, che ne fa memoria ogni anno l’11 ottobre. Un’eccezione che non deve nulla al caso. Di norma la festa di un santo si fissa nella data della sua morte. Con questa scelta la Chiesa esprime il senso stesso della canonizzazione. Se il santo è proclamato tale solennemente dal Santo Padre, significa che si trova in cielo, vivo per sempre nella Trinità eterna. Il giorno della morte diventa così quello della sua nascita alla vita divina, un richiamo rivolto a tutti i membri della Chiesa militante.
Quando il calendario è già occupato da una solennità
Alcuni giorni, però, non si prestano alla celebrazione di un nuovo santo, soprattutto quando nel calendario c’è già una ricorrenza importante. È il caso di Paolo VI, morto il 6 agosto, festa della Trasfigurazione. La sua memoria è stata quindi spostata al 29 maggio, anniversario della sua ordinazione sacerdotale. Giovanni XXIII morì in un periodo dell’anno in cui cadono spesso solennità che ne avrebbero oscurato il ricordo, come Pentecoste e Santissima Trinità. Eppure erano in tanti a volerlo pregare. Lo stesso motivo ha portato a celebrare San Giovanni Paolo II non il 2 aprile, giorno della morte, ma il 22 ottobre, data d’inizio del suo pontificato nel 1978.

L’apertura del Concilio come data della memoria di San Giovanni XXIII
Per San Giovanni XXIII non sono stati scelti né l’anniversario dell’ordinazione sacerdotale né quello dell’elezione. La Chiesa ha preferito il giorno di apertura del Concilio Vaticano II. Fu infatti l’ex nunzio apostolico in Francia, salito al soglio pontificio a 76 anni, ad avviare quel vasto aggiornamento, secondo la parola che lui stesso usava. Per il suo successore Francesco, che lo ha proclamato santo nel 2014, proprio questo gesto era la prova della sua “docilità allo Spirito”.
Il ricordo di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI
L’omaggio era già stato espresso da Giovanni Paolo II, che lo beatificò nel 2000. Anche Benedetto XVI ricordò la necessità di pregarlo, perché la Chiesa non smetta mai di convertirsi. Papa Ratzinger ricordò che fu Roncalli a convocare il Concilio, segnando «l’inizio del rinnovamento della Chiesa», insieme alla riforma delle sue strutture e alla revisione della liturgia. E affidò a quelle riforme l’auspicio di portare frutto per tutti i fedeli e per la Chiesa del terzo millennio.
Nel 2026 la memoria liturgica di San Giovanni XXIII coincide con il 64° anniversario dell’apertura del Concilio: due ricorrenze che il calendario, per scelta precisa, tiene unite nello stesso giorno.