Italia al 20,6%, Usa al 37%: il Rosario che il cardinale Müller chiede di riprendere

A Lublino il cardinale Müller ricorda Lepanto e chiede di riprendere il Rosario ogni giorno: in tasca, in borsa o accanto al letto, mai dimenticato. A Lublino il cardinale Müller ricorda Lepanto e chiede di riprendere il Rosario ogni giorno: in tasca, in borsa o accanto al letto, mai dimenticato.
Il cardinale Gerhard Ludwig Müller
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A Lublino il cardinale Müller ricorda Lepanto e chiede di riprendere il Rosario ogni giorno: in tasca, in borsa o accanto al letto, mai dimenticato.

Non in fondo a un cassetto, nemmeno nella terza schermata dello smartphone per chi lo prega attraverso un’app. È questo il cuore dell’appello del cardinale Müller sul Rosario, rivolto ai fedeli polacchi nel giorno della festa mariana. Il porporato tedesco, teologo e prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha chiesto che la preghiera mariana per eccellenza non scivoli tra le pratiche dimenticate. L’occasione è stata la festa patronale della chiesa di Nostra Signora del Rosario a Lublino, in Polonia, dove il cardinale ha presieduto la Santa Messa il 4 ottobre 2026. Nell’omelia, come ha riportato Infovaticana, ha ripercorso la battaglia di Lepanto e l’origine della festa, ha parlato del posto della Vergine nella storia della salvezza e ha invitato tutti a riprendere la recita quotidiana del Rosario.

La battaglia di Lepanto e l’origine della festa

Per spiegare la forza di questa preghiera, Müller è tornato al 7 ottobre 1571, nelle acque del golfo di Corinto. La flotta della Lega Santa era inferiore per numero e per armamenti, e sul piano umano sembrava destinata alla sconfitta. Fu allora che san Pio V chiamò l’Europa intera a una mobilitazione spirituale. Chiese a ogni cardinale, sacerdote, madre, padre e bambino di prendere in mano la corona. Nel momento decisivo, ha raccontato il cardinale, il vento cambiò improvvisamente direzione. Come ringraziamento il Papa istituì il 7 ottobre la festa di Nostra Signora della Vittoria. Due anni dopo Gregorio XIII la rinominò festa della Madonna del Rosario. Per Müller quella vittoria non si dovette a generali o cannoni migliori, ma alla preghiera alla Madre di Dio.

Maria nella storia della salvezza

Nella seconda parte dell’omelia il cardinale ha descritto Maria come, dopo Gesù, la persona più importante della storia della salvezza. Con il suo «sì» all’angelo, ha ricordato citando il Vangelo di Luca (1,38), è diventata Madre del Figlio eterno di Dio. Müller l’ha indicata anche come modello originario della Chiesa, discepola esemplare di suo Figlio. Ha citato la costituzione conciliare Lumen gentium e le parole di san Cipriano di Cartagine: non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per Madre.

Gregorio XIII la rinominò festa della Madonna del Rosario
Corona del Rosario appoggiata su un libro di preghiere

Il Rosario secondo il cardinale Müller: in tasca, in borsa, accanto al letto

Da qui la conclusione pratica, rivolta direttamente ai fedeli: «Il Rosario non deve essere dimenticato in fondo a un cassetto». La corona, ha detto, deve trovare posto in tasca, in borsa o accanto al letto. Il cardinale ha suggerito di pregarlo nei momenti ordinari della giornata: in viaggio, durante una passeggiata o nella stanchezza silenziosa della sera. La Madonna del Rosario, ha aggiunto, aspetta la nostra piccola Ave Maria, e a lei si possono affidare, grano dopo grano, preoccupazioni, famiglie e futuro.

I numeri del Rosario tra Italia e Stati Uniti

Il Timone accompagna l’appello con alcuni dati. Secondo una rilevazione Eurispes del 2016, in Italia recita il Rosario un cattolico su cinque, il 20,6%. Si confessa abitualmente il 27,2%, mentre il 28,5% legge l’Antico e il Nuovo Testamento. Negli Stati Uniti, osserva la testata, la fedeltà a questa preghiera appare più alta. Per il Pew Research Center, nel 2023-2024 il 37% dei cattolici ispanici dice di recitarlo almeno una volta al mese. Tra i cattolici bianchi la quota scende al 22%, comunque sopra il dato italiano.

Lo stesso rapporto mette in luce un ultimo aspetto: la recita del Rosario è molto più diffusa tra chi partecipa alla Messa ogni settimana rispetto ai cattolici meno praticanti.