All’udienza generale Papa Leone, tornato in piazza dopo l’operazione, rilegge Gaudium et spes: la famiglia fondamento della società e la vita da proteggere.
Pioggia e maltempo non hanno fermato Papa Leone XIV, che il 21 ottobre è tornato all’udienza generale a poco più di una settimana dall’operazione di asportazione del tumore al polmone. Il Pontefice ha attraversato la piazza sulla papamobile, accolto dagli applausi commossi della folla. Lungo il percorso ha benedetto i bambini tracciando sulla loro fronte un piccolo segno della croce. Ha sorriso, ha alzato la mano per rispondere ai saluti, poi ha ripreso il suo posto sul sagrato della basilica. Le prime parole sono state di gratitudine. «La prima cosa che vorrei dirvi è grazie, grazie per il sostegno delle vostre preghiere. Grazie a Dio per la sua generosità», ha detto il Papa, invitando tutti a rinnovare la fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio.
Papa Leone e l’udienza generale dedicata alla Gaudium et spes
Riprendendo il ciclo di catechesi sui documenti del Concilio Vaticano II, il Pontefice ha dedicato l’incontro alla Costituzione pastorale Gaudium et spes, concentrandosi sull’impegno per la famiglia nella società contemporanea. Il Concilio, ha ricordato, dopo aver illustrato la dignità della persona scelse di guardare ai problemi più urgenti del mondo alla luce del Vangelo e dell’esperienza umana. Al primo posto ci sono il matrimonio e la famiglia, nella convinzione che il bene della persona e della società sia «strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare». Il testo conciliare non si limita a ribadire valori e fini del matrimonio, ma lo descrive come «intima comunità di vita e d’amore coniugale».
Il patto coniugale, la fedeltà e l’unità degli sposi
Accanto alla dimensione giuridica del contratto, il Papa ha richiamato il «patto coniugale», inteso come l’atto umano con cui i coniugi si donano e si ricevono a vicenda. Da questa reciproca donazione, per cui uomo e donna «non sono più due, ma una sola carne», nascono le esigenze della «piena fedeltà» e della «indissolubile unità». Questi legami trovano espressione nella procreazione e nell’educazione dei figli. L’amore coniugale e genitoriale diventa così riflesso della Trinità divina, sostenuto dalla forza redentiva di Cristo, perché gli sposi possano amarsi «come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa». La Gaudium et spes guarda anche alla fecondità matrimoniale. L’amore degli sposi non si riduce all’attrattiva erotica, pur integrandola, ma coinvolge tutta la loro volontà e si esprime in gesti di tenerezza. Il documento ribadisce poi l’uguale dignità dell’uomo e della donna.

Figli, coscienza e tutela della vita
La fecondità si manifesta nei figli, definiti «il dono più eccellente del matrimonio». Trasmettendo ed educando la vita umana, «che mai va scartata», gli sposi diventano «cooperatori dell’amore di Dio Creatore e quasi suoi interpreti». Nelle loro scelte devono seguire un retto giudizio, formulato davanti a Dio, con una coscienza conforme alla legge divina interpretata dal Magistero. Il Papa ha ribadito che «la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura». Con le parole della Costituzione conciliare ha chiesto di scongiurare «l’aborto come l’infanticidio», ricordando che anche gli atti propri della vita coniugale vanno rispettati con grande stima.
La famiglia, scuola di umanità e fondamento della società
La Gaudium et spes mette in luce la funzione sociale della famiglia, chiamata «una scuola di umanità più ricca» e «il fondamento della società». Per questo chi ha responsabilità sociali, soprattutto in ambito politico e culturale, deve collaborare con efficacia alla promozione del matrimonio e della famiglia. Un impegno più che mai urgente, come mostra la sollecitudine dei Papi succeduti dopo il Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco. Su quel percorso sono tornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali.
L’udienza si è chiusa con l’invocazione alla Santa Famiglia di Nazaret, perché illumini il cammino e protegga le famiglie del mondo intero.