Il culto della Santa Muerte si è diffuso in tutta l’America Latina, ma la Chiesa cattolica spiega perché questa venerazione non sia cristiana.
La morte non è una persona, quindi non può essere santa. Eppure il culto della Santa Muerte ha conquistato moltissimi devoti, soprattutto in America Latina, diventando uno degli inganni più diffusi degli ultimi decenni. Chi venera questa figura la presenta come una entità spirituale esistita da sempre, fin dall’inizio dei tempi, e la considera la più potente tra tutte le entità spirituali conosciute. Secondo i suoi seguaci, la Santa Muerte gestirebbe una vera e propria energia della morte, capace di materializzarsi in un’immagine che concentra in sé la forza creatrice e quella distruttrice dell’universo. Chi crede in lei può imparare a maneggiare questa energia, che emanerebbe dalle sue immagini consacrate: la Niña Blanca, come viene chiamata, sarebbe una delle protezioni più forti che esistano.
Perché tanti devoti venerano la Santa Muerte
Per i suoi fedeli, “la señora” sarebbe capace di apparire e manifestarsi fisicamente, oppure di imprimere la propria immagine in luoghi diversi. Libri e riviste che promuovono questo culto raccontano presunti interventi miracolosi: persone liberate da pericoli, aiutate a risolvere problemi legati alla salute, al denaro o all’amore. Chi pratica questa devozione lo fa perché, secondo la credenza popolare, alla Santa Muerte si può chiedere qualsiasi cosa. C’è chi le domanda lavoro, salute o cibo, ma anche chi cerca potere economico, politico o criminale, fino a chiedere vendette o morti, oltre al successo in attività legate alla criminalità organizzata. Quello che non si oserebbe mai chiedere a Dio, alla Vergine, agli angeli o ai santi, viene chiesto senza esitazioni alla cosiddetta Santa Muerte. Non sorprende che questo culto sia legato a persone che vivono in contesti di alto rischio o coinvolte nella delinquenza, sporadica o organizzata. I devoti portano spesso un ciondolo o uno scapolare ben visibile con questa immagine, altri si fanno tatuare la pelle. La indossano militari, poliziotti, narcotrafficanti, delinquenti e persone coinvolte nella prostituzione: la Santa Muerte sembra identificare chi vive tra legalità e illegalità.
Un culto che non è cristiano
La venerazione della cosiddetta Santa Muerte non è cristiana: appartiene piuttosto all’ambito delle scienze occulte, dello spiritismo, della magia, della stregoneria e dell’esoterismo. Si tratta di qualcosa di completamente estraneo alla fede cattolica, che prescinde dall’aspetto etico e arriva a tollerare, e in alcuni casi a favorire, comportamenti delittuosi. È un culto del tutto allontanato dagli insegnamenti di Gesù Cristo, trasmessi attraverso la predicazione della Chiesa cattolica.

Le origini incerte del culto
L’origine della Santa Muerte resta incerta. Alcuni sostengono che si tratti di un culto di matrice precolombiana o africana. Diversi studiosi ritengono invece che la devozione sia nata in forma più aperta verso il 1950 in territorio messicano, in particolare in tre stati: Veracruz, Hidalgo e Zacatecas, oltre al quartiere di Tepito, nel Distretto Federale. La sua radice, secondo questa ipotesi, si troverebbe in un gruppo religioso sincretico chiamato spiritualismo trinitario mariano.
Perché si è diffuso così tanto
La diffusione della Santa Muerte si spiega in gran parte con la sua somiglianza alla religiosità popolare cattolica: immagini, altari, candele, fiori e processioni richiamano pratiche familiari a molti credenti. Numerosi cattolici dell’America Latina credono che si tratti di qualcosa approvato dalla Chiesa, e arrivano a pensare che la Santa Muerte sia un santo in più del calendario cattolico. Molti la venerano accanto a san Giuda Taddeo o a san Charbel. Per chi promuove questo culto, la devozione rappresenta anche una fonte di guadagno costante, alimentata dalla credulità, dall’ignoranza e dalla buona fede di chi acquista tutto ciò che riguarda la Santa Muerte.