Otto secoli dalla morte di San Francesco: il suo insegnamento di dialogo interreligioso risuona ad Abu Dhabi

A 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la celebrazione del suo messaggio di dialogo interreligioso arriva ad Abu Dhabi il 19 ottobre 2026.
San Francesco d'Assisi: 800 anni dalla morte e il dialogo interreligioso ad Abu Dhabi San Francesco d'Assisi: 800 anni dalla morte e il dialogo interreligioso ad Abu Dhabi
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Nel 2026, a ottocento anni dalla morte di Francesco d’Assisi, il mondo cattolico e non solo si ferma a contemplare una figura che ha attraversato i secoli senza perdere la propria forza profetica. La ricorrenza dei san Francesco d’Assisi 800 anni dalla sua scomparsa — avvenuta nel 1226 — non si celebra soltanto tra le pietre di Assisi, ma arriva fino agli Emirati Arabi Uniti, in un luogo che è diventato simbolo contemporaneo dell’incontro tra fedi diverse: Abu Dhabi. È qui che il 19 ottobre 2026 si è tenuto l’evento intitolato 800° anniversario del Transito di San Francesco d’Assisi – Un’eredità da Assisi agli Emirati, un titolo che dice già tutto sulla direzione spirituale e culturale di questa commemorazione.

Da Assisi agli Emirati: perché Abu Dhabi

La scelta di Abu Dhabi come sede di una delle celebrazioni centrali per i san Francesco d’Assisi 800 anni non è casuale né puramente simbolica. Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati, negli ultimi anni, uno dei luoghi più significativi per il dialogo interreligioso a livello globale. In questo contesto, la figura del Poverello di Assisi acquista una risonanza del tutto particolare: Francesco visse in un’epoca segnata dalle Crociate, eppure scelse la via dell’incontro piuttosto che quella della contrapposizione. La sua eredità di fratellanza universale parla direttamente alla sensibilità di un luogo che ospita comunità di fedi molteplici.

L’evento è stato organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, con il patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’800° anniversario della morte di San Francesco e la promozione dell’Ambasciata Italiana negli Emirati Arabi Uniti. Si tratta dunque di un’iniziativa che unisce la diplomazia culturale italiana alla riflessione spirituale, in un connubio che riflette bene la natura poliedrica del messaggio francescano: non solo religioso, ma profondamente umano e civile.

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L’eredità del dialogo: Francesco e l’incontro tra fedi

Il cuore delle celebrazioni ad Abu Dhabi ruota attorno al tema della fraternità e del dialogo interreligioso, che costituisce uno degli aspetti più attuali e fecondi dell’eredità francescana. Francesco d’Assisi non rimase chiuso nei confini della cristianità medievale: la sua visione dell’umanità era radicalmente inclusiva, fondata sulla convinzione che ogni creatura — e ogni essere umano — portasse in sé un riflesso del Creatore.

Questa dimensione lo rende un interlocutore straordinariamente contemporaneo. In un tempo in cui le tensioni tra culture e religioni restano una delle sfide più urgenti della convivenza globale, il messaggio di Francesco suona come un appello alla pace che non conosce confini geografici né barriere confessionali. Le celebrazioni degli san Francesco d’Assisi 800 anni ad Abu Dhabi intendono proprio valorizzare questa dimensione: non una commemorazione nostalgica, ma un rilancio vivo di un’eredità spirituale capace di parlare al presente.

Il titolo stesso dell’evento — Un’eredità da Assisi agli Emirati — sottolinea un percorso, un cammino che parte da una piccola città umbra e arriva fino al Golfo Persico, attraversando otto secoli di storia. È un percorso che dice molto sulla capacità del carisma francescano di adattarsi e rigenerarsi in contesti sempre nuovi.

Il Cantico delle Creature e la dimensione cosmica della fede

Il 2026 non è il solo anno anniversario legato a Francesco. Il 2025 ha segnato gli ottocento anni dal Cantico delle Creature, composto nel 1225, uno dei testi fondativi della letteratura italiana e, insieme, uno dei più potenti inni spirituali mai scritti. In quel testo, Francesco celebrava il sole, la luna, il vento, l’acqua e la terra come fratelli e sorelle, anticipando di secoli una sensibilità ecologica che oggi la Chiesa ha fatto propria con rinnovata urgenza.

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Questo doppio anniversario — il Cantico nel 2025, il Transito nel 2026 — offre una cornice straordinaria per riflettere sulla figura di Francesco nella sua interezza: non solo il santo della povertà e della pace, ma il cantore del creato, l’uomo che seppe vedere Dio in ogni piega della realtà visibile. Le celebrazioni istituzionali coordinate dal Comitato Nazionale per l’800° anniversario si inseriscono in questo orizzonte ampio, cercando di restituire al grande pubblico la complessità e la ricchezza di una figura che non smette di interrogare e ispirare.

Una commemorazione che chiede impegno

Celebrare i san Francesco d’Assisi 800 anni non può ridursi a un esercizio di memoria culturale. La sfida che queste ricorrenze pongono — e che l’evento di Abu Dhabi incarna in modo emblematico — è quella di tradurre un’eredità spirituale in gesti concreti di dialogo, accoglienza e costruzione della pace. Francesco, che aveva conosciuto gli orrori della guerra prima di diventare uomo di pace, sapeva che la conversione non è mai un fatto astratto: passa attraverso incontri reali, attraverso la disponibilità a guardare l’altro senza paura.

Istituzioni come l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi e l’Ambasciata Italiana negli Emirati svolgono in questo senso un ruolo prezioso: portano la cultura e la spiritualità italiana nel cuore di una regione del mondo dove il dialogo tra civiltà è, ogni giorno, una necessità e una scommessa. Che il nome di Francesco d’Assisi risuoni in quei luoghi, a ottocento anni dalla sua morte, è già di per sé un messaggio potente: alcune voci non si spengono, alcune luci non si esauriscono. Continuano a illuminare, anche da lontano, anche nei secoli.

Chi desidera approfondire il programma ufficiale delle celebrazioni può consultare il sito del Comitato Nazionale per l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi, che raccoglie tutti gli eventi promossi in Italia e nel mondo. Perché l’eredità del Poverello appartiene, oggi come ottocento anni fa, a tutti coloro che cercano la pace.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.