Un nuovo progetto digitale con 27.000 fotografie e rilievi 3D preserva la Basilica di San Francesco d’Assisi per le future generazioni.
In occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi è stata lanciata una nuova piattaforma digitale dedicata alla conservazione della Basilica di San Francesco d’Assisi. Il progetto, chiamato Preserving Assisi, unisce fotografia ad altissima risoluzione, rilievi tridimensionali, tour virtuali immersivi e un archivio digitale per creare una documentazione senza precedenti del complesso monumentale e della sua storia. La piattaforma è stata sviluppata da Haltadefinizione, parte del Gruppo Panini Cultura, in collaborazione con la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco. L’obiettivo è offrire un nuovo modo di esplorare il sito e permettere la creazione di una versione digitale della basilica, per conservare un archivio dettagliato di architettura, dipinti e superfici utile alla ricerca, al monitoraggio e alla conservazione futura.
Un archivio da 27.000 fotografie e 12 terabyte di dati
Il progetto ha già raccolto oltre 27.000 fotografie, per un totale di 12 terabyte di dati e 98 risorse digitali completate, tra immagini gigapixel e panorami a 360 gradi. Uno dei risultati più rilevanti riguarda l’immagine gigapixel della Crocifissione dipinta da Pietro Lorenzetti, che misura 101.627 per 78.170 pixel e contiene quasi 8 miliardi di pixel. Un livello di dettaglio che permette di osservare l’opera con una precisione impossibile a occhio nudo, aprendo nuove possibilità di studio per storici dell’arte e restauratori.
L’eredità del terremoto del 1997
L’ispirazione per il progetto nasce da una campagna fotografica commissionata da Franco Cosimo Panini Editore, chiamata Mirabilia Italiae e dedicata alla documentazione sistematica dei principali monumenti italiani, che produsse circa 2.000 fotografie. Il 26 settembre 1997 un terremoto colpì le regioni Umbria e Marche, causando il crollo di alcune sezioni della basilica superiore. Poche ore prima del sisma erano state scattate fotografie proprio di quelle porzioni poi crollate: immagini che si rivelarono un riferimento determinante per la ricostruzione e il restauro della basilica.

Le parole di chi ha guidato il progetto
Lucia Panini, cofondatrice del Gruppo Panini Cultura, ha spiegato che le tecnologie per documentare il patrimonio culturale sono cambiate radicalmente negli ultimi trent’anni, ma lo scopo resta lo stesso: organizzare e preservare la conoscenza da trasmettere alle generazioni future. Luca Ponzio, fondatore e CEO di Haltadefinizione, ha definito Preserving Assisi uno dei progetti più complessi realizzati nei vent’anni di attività dell’azienda, capace di riunire in un unico ambiente digitale strumenti e contenuti multimediali per documentare la basilica. Frate Marco Moroni, custode del Sacro Convento di San Francesco, ha ricordato che l’esperienza del terremoto del 1997 ha reso ancora più chiara l’importanza di una documentazione fotografica di altissima qualità per salvaguardare questo patrimonio artistico e il suo significato di fede.
Un progetto sostenuto da più istituzioni
L’iniziativa è sostenuta dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’VIII Centenario della Morte di San Francesco d’Assisi, insieme alla Regione Umbria e al Comune di Assisi, in collaborazione con l’Università di Firenze. Ponzio ha aggiunto che il progetto continuerà a crescere nel tempo grazie a nuove acquisizioni, ulteriori ricerche e nuove modalità di esplorazione del sito. Frate Moroni ha sottolineato che questa documentazione permetterà interventi di restauro futuri con un livello di conoscenza e precisione senza precedenti, aprendo allo stesso tempo questi tesori artistici e spirituali al pubblico di tutto il mondo.