Il 12 ottobre la Chiesa celebra Carlo Acutis: un itinerario nei luoghi della sua vita, da Londra a Milano fino ad Assisi, dove riposa dal 2019.
Il 12 ottobre la Chiesa festeggia san Carlo Acutis, il primo santo “millennial”, e i luoghi della sua vita esistono ancora tutti. Si possono visitare e percorrere. Morto nel 2006 a 15 anni, è il santo della generazione degli schermi, dei videogiochi e del calcio. Tra Londra, Milano e Assisi ha vissuto un’esistenza comune, fatta di famiglia, scuola e amici. Ogni sua giornata ruotava però attorno a un appuntamento irrinunciabile: la Messa quotidiana. Appassionato di informatica, imparò a programmare da autodidatta e usò il tempo libero per raccogliere i miracoli eucaristici di tutto il mondo in una mostra virtuale che da allora gira per le parrocchie. Chi lo ha conosciuto lo ricorda allegro, attento ai più poveri, con Cristo al primo posto. Nell’ottobre 2006 una leucemia fulminante lo portò via in pochi giorni.
Da Londra a Milano, la nascita e il battesimo di Carlo Acutis
Carlo nasce a Londra il 3 maggio 1991. I genitori, Andrea Acutis e Antonia Salzano, sono nella capitale britannica per lavoro, e lui vi resterà solo qualche mese.
Il 18 maggio 1991, quindici giorni dopo la nascita, viene battezzato nella chiesa di Nostra Signora dei Dolori, in Fulham Road a Chelsea, affidata ai Servi di Maria. La madre racconterà che, prima di allora, era andata a Messa solo per prima comunione, cresima e matrimonio. Fu il figlio, crescendo, a riportarla alla fede con le sue domande.
A settembre 1991 la famiglia si stabilisce a Milano, dove Carlo vivrà tutta la vita.
Il quartiere Magenta e la parrocchia di Santa Maria Segreta
Cresce nel quartiere Magenta, nel centro storico milanese, dove sorge anche Santa Maria delle Grazie con l’Ultima Cena di Leonardo. L’appartamento di famiglia è vicino a Santa Maria Segreta, e i genitori vi abitano ancora oggi. Quella chiesa, in piazza Tommaseo, era la sua parrocchia: Messa ogni giorno, rosario e catechismo ai bambini. Oggi custodisce una sua reliquia, e l’oratorio porta il suo nome.
La prima comunione arriva il 16 giugno 1998, a 7 anni, con un permesso speciale, nel monastero seicentesco di Bernaga a Perego, a circa 50 chilometri da Milano, casa delle Romite ambrosiane. Carlo chiamava l’Eucaristia la sua “autostrada per il Cielo”.

Le scuole, i poveri dell’Arco della Pace e il volontariato
Dopo tre mesi all’Istituto San Carlo, nel 1997 passa all’Istituto Tommaseo delle Suore Marcelline, di fronte alla parrocchia, dove resta fino al 2005. Le religiose lo ricordano allegro e vicino ai compagni isolati.
Nel settembre 2005 entra al liceo classico dell’Istituto Leone XIII, guidato dai gesuiti. Non nasconde la fede e realizza il sito del volontariato dell’istituto.
Fuori dalle aule andava incontro ai senzatetto vicino all’Arco della Pace e nelle mense popolari. Spesso lo accompagnava Rajesh, originario delle Mauritius e dipendente di casa Acutis: insieme distribuivano cibo e sacchi a pelo.
Assisi, il santuario della Spogliazione e la canonizzazione a Roma
Le vacanze le passava quasi sempre nella casa di famiglia ad Assisi, la città di san Francesco, dove chiese di essere sepolto. Dal 2019 il suo corpo riposa nel santuario della Spogliazione, in Santa Maria Maggiore, vestito con jeans, felpa e scarpe da ginnastica. Secondo la diocesi, nel 2024 i visitatori sono stati quasi un milione.
Beatificato ad Assisi il 10 ottobre 2020, è stato proclamato santo da papa Leone XIV il 7 settembre 2025 in piazza San Pietro, insieme a Pier Giorgio Frassati. La cerimonia, prevista il 27 aprile, era slittata dopo la morte di papa Francesco.
Il 12 ottobre è l’anniversario della morte, avvenuta nel 2006 all’ospedale San Gerardo di Monza. Ultima tappa di un itinerario che parte da una chiesa londinese e arriva a una tomba dove migliaia di giovani e famiglie si fermano ogni anno a pregare.