Il messaggio di Papa Leone XIV ai giovani per la XLI Giornata Mondiale della Gioventù: il tema è «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33).
Papa Leone XIV scrive ai giovani partendo dalle difficoltà che vivono ogni giorno: la solitudine, il timore di non essere all’altezza, la pressione di apparire perfetti e il confronto continuo sui social. Il messaggio per la XLI Giornata Mondiale della Gioventù è stato pubblicato il 3 novembre ed è datato 22 ottobre 2026, Memoria di San Giovanni Paolo II. Il testo accompagna la celebrazione nelle Chiese locali del 22 novembre, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo, e guarda già all’incontro internazionale di Seoul, in Corea del Sud, in programma dal 3 all’8 agosto 2027. Il tema è tratto dal Vangelo di Giovanni: «Abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!» (Gv 16,33). Il Papa dice di voler ringraziare Dio per il dono che i giovani sono per la Chiesa e per la società.
Il coraggio dei giovani secondo Papa Leone XIV
Leone XIV elenca ciò che pesa sul cuore di molti ragazzi: i timori per il futuro, lo stress del confronto con modelli inarrivabili e artificiali, la difficoltà di riconoscere la propria identità sotto l’influenza dei social. La tecnologia può imitare l’empatia, ma non sostituire l’autentica vicinanza umana.
Richiama la barca dei discepoli nella notte, con il vento che si alza e la riva che scompare. Gesù si avvicina: «Sono io, non abbiate paura!» (Gv 6,20). Cristo è già in cerca di ciascuno prima che lo si cerchi, e il coraggio cristiano nasce non dalla nostra forza ma dalla sua presenza.
Una vittoria che non si impone ma si dona
Il Papa osserva che Gesù non dice «Vincerete il mondo», ma «Io ho vinto il mondo». Il “mondo” è qui il “mondo di tenebra”, la realtà presente anche nel cuore di ogni uomo che resiste a Dio. Con la morte e la risurrezione Gesù l’ha vinta e ha riaperto la strada verso Dio, la felicità, la giustizia, la pace. Ne nasce un coraggio non «contro» qualcuno ma «per» la vita, la verità, la libertà e la giustizia: il coraggio mite di essere amorevoli quando la durezza sembra più facile e di cercare la pace quando lo scontro sembra più vantaggioso.
Ai giovani il Papa dice che la vera vittoria non è imporre sé stessi, ma donare sé stessi. Non serve apparire perfetti né nascondere fragilità e dubbi: la dignità non dipende dall’immagine che si costruisce, perché ciascuno è creato a immagine di Dio, conosciuto e amato da Lui.

Il coraggio di ricevere e la pace del Risorto
C’è poi il coraggio dell’umiltà, cioè di ricevere. Il Vangelo propone di non salvarsi da soli ma di lasciarsi salvare da Gesù, accettando l’aiuto degli altri e riconoscendo i propri limiti. Ne risultano rinnovati la fedeltà agli amici, il rispetto di chi la pensa diversamente, l’attenzione a chi è solo e anche il comportamento nel mondo digitale.
La sera della Risurrezione i discepoli erano nel cenacolo a porte chiuse, pieni di paura. Gesù entra e dice «Pace a voi!» (Gv 20,19). Per il Papa la fede non fa scomparire subito le tenebre, ma non ci lascia soli in esse. Porte chiuse possono restare anche oggi, per delusioni, ferite, risentimenti e sensi di colpa.
Verso Seoul 2027: preparare il cuore
A Seoul i giovani sperimenteranno la bellezza della Chiesa universale e l’accoglienza della Chiesa in Corea. Il Papa cita l’Eucaristia, la Via Crucis, le catechesi, le celebrazioni e i molti incontri, nei quali il Vangelo supera ogni confine. L’invito è a non preparare soltanto le cose pratiche del viaggio, ma il proprio cuore. Leone XIV fa sue le parole con cui San Giovanni Paolo II iniziò il pontificato: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!». Chiede di portare a Gesù domande e ferite, il grido della terra e dei poveri che Papa Francesco ha insegnato ad ascoltare, senza aspettare di essere perfetti.
Il messaggio si chiude con l’affidamento alla Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, perché insegni ai giovani ad aprire il cuore a Cristo e ad accogliere la sua pace. Il Signore che si incontrerà a Seoul, ricorda il Papa, già viene incontro a ciascuno di loro.