«Padre Nostro» in cabina: il comandante Jeffrey Gregory e gli ultimi istanti del volo in Florida

Incidente aereo in Florida il 1° novembre: nove morti a Palm Beach. Nella registrazione la voce del pilota sembra recitare il Padre Nostro. Incidente aereo in Florida il 1° novembre: nove morti a Palm Beach. Nella registrazione la voce del pilota sembra recitare il Padre Nostro.
Schianto del jet privato in un quartiere residenziale di Palm Beach, in Florida, il 1° novembre
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Incidente aereo in Florida il 1° novembre: nove morti a Palm Beach. Nella registrazione la voce del pilota sembra recitare il Padre Nostro.

Un incidente aereo in Florida ha causato nove morti il 1° novembre: un jet privato è precipitato in un quartiere residenziale di Palm Beach. Le immagini hanno fatto il giro del mondo. L’aereo scende dal cielo a velocità altissima e si schianta in mezzo alla strada, poi l’esplosione. Del velivolo non resta quasi nulla, distrutto dalla forza dell’impatto. A colpire è anche la registrazione dei contatti con la torre di controllo. La giovane copilota, Natalia, 20 anni, avverte più volte che l’aereo è fuori controllo: «Mayday, Mayday […] Dichiarazione di emergenza […] Stiamo per schiantarci al suolo». Poi un grido e il silenzio. Sullo sfondo dell’audio, la voce del comandante Jeffrey Gregory sembrerebbe recitare il Padre Nostro.

Chi viaggiava sul jet precipitato a Palm Beach

Natalia aveva 20 anni quando il jet che copilotava è caduto sulle case. Con lei sono morte altre otto persone: il pilota di 55 anni, una coppia con i due figli piccoli, di 2 e 4 anni, la loro babysitter e due amici della coppia. Appassionata di volo fin da bambina, aveva preso il brevetto per i jet privati nel 2023, a soli 17 anni. Da allora aveva accumulato oltre 1.300 ore di volo. Ai microfoni di CBS 12 raccontava così la sua situazione: «Mi piace essere diversa dagli altri. Alcuni trovano strano che io sappia pilotare aerei ma non guidare un’auto. A me fa ridere, e adesso voglio davvero la patente».

Il ghiaccio sull’aereo e gli ultimi contatti con la torre

Il giorno dell’incidente è Natalia a tenere i contatti con la torre di controllo. Il jet vola a circa 35.000 piedi, cioè quasi 10.700 metri. Le condizioni meteo peggiorano e sull’aereo si forma del ghiaccio. La copilota comunica una temperatura di -47 gradi e spiega: «Gestiamo il ghiaccio, ma ci sono turbolenze moderate». A causa di queste condizioni chiede di salire verso i 37.000 piedi, circa 11.280 metri. Il controllore autorizza la manovra, ma la situazione non migliora. Natalia continua a dare informazioni nonostante il panico: «Scendiamo a 8.000 piedi, mayday, mayday, scendiamo a 10.000 piedi al minuto. […] C’è un’emergenza, siamo in sovravelocità! Scendiamo a 25.000 piedi al minuto!». Poi comprende che non c’è via d’uscita: «Stiamo per schiantarci al suolo. Stiamo per morire! Stiamo per morire!».

Accanto a Natalia c’era il comandante Jeffrey «Jeff» Gregory, 55 anni, padre di tre figli e originario della Pennsylvania
Il comandante Jeffrey «Jeff» Gregory

Natalia, la passione per il volo e la fede

«Amava la libertà, per lei era completamente diverso guardare il mondo dall’alto», ha raccontato la madre al New York Post. Su Threads Natalia condivideva spesso foto della sua passione, che divideva con il fidanzato Justin, e citava con regolarità la sua fede cristiana. Una foto del 20 marzo 2026, scattata nella cabina di un Learjet 60, porta la didascalia «All Glory to God, Amen», cioè «Gloria a Dio, Amen».

Il Padre Nostro del pilota nell’incidente aereo in Florida

Accanto a Natalia c’era il comandante Jeffrey «Jeff» Gregory, 55 anni, padre di tre figli e originario della Pennsylvania. Come lei, era appassionato di aviazione fin da giovane. Dopo il dramma, però, nei ricordi emerge soprattutto la sua fede cristiana. Secondo il New York Post, la registrazione degli ultimi istanti del volo sembra captare la sua voce mentre recita il Padre Nostro: «Our Father, who art in heaven, hallowed be thy name», in italiano «Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome». Diversi internauti che hanno ascoltato l’audio dicono di sentirlo pregare in sottofondo. Mentre la copilota lancia gli ultimi appelli, il pilota avrebbe quindi continuato a recitare la preghiera di Cristo.

La sua chiesa, la Limerick Chapel, comunità cristiana protestante della Pennsylvania, gli ha reso omaggio descrivendolo come un credente profondo, «tornato presso il Signore». Un amico di lunga data lo ricorda come un uomo coscienzioso e affidabile. Jeff Gregory lascia la moglie Cheryl e tre figli ormai adulti.